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Tradurre per un audiolibro

Tradurre per un audiolibro

Tradurre per un audiolibro, o adattare il testo di un libro che si andrà a leggere è un passaggio fondamentale nel processo artistico della creazione di un audiolibro.
Non si tratta solo di leggere, ma di creare un mondo che si possa immaginare insieme all’ascoltatore.
Ogni testo è un’esperienza a se e nel mio caso mi sono trovato in tre situazioni differenti:
Nel caso di Andersen ho preso la traduzione di Maria Pezzé Pascolato, e qua e là l’ho un po’ svecchiata e resa un po’ più spigliata. In alcuni tratti ho proprio tolto alcuni passaggi un po’ morali/a sfondo religioso, che appesantivano lo scorrimento della favola.
Avevo anche previsto di leggere la favola della sirenetta, ma era così intrisa di implicazioni morali e espiazioni religiose estremamente pesanti, che, sebbene avessi ritrattato tutto il testo, ho dovuto abbandonare il progetto: avevo in mano fogli tagliati, riscritti, giunture e rimandi e la voglia di affrontare questa storia per integrarla nell’audiolibro mi era del tutto passata.
Diciamo che per questa fiaba ho molto apprezzato l’adattamento in cartone animato che ne ha fatto la Walt Disney: il finale estremamente drammatico e “protestante”mi lasciava sempre un’amaro che non mi sono riuscito a levare di dosso; la sirenetta deve scontare i suoi peccati (quali?) vagherà per secoli in una sorta di purgatorio.. ebbene si!
Per l’audiolibro di Pinocchio sono rimasto fedele al testo, senza alcun tipo di taglio (è talmente divertente e colorito il testo di Collodi che sarebbe un crimine provare a cambiare qualsiasi passaggio); ne conoscevo molto bene diversi passaggi, rimasti nella memoria quando mio padre me lo leggeva, ed ho anzi trovato molto interessante ripercorrere tutte quelle parti che avevo completamente dimenticato. Insomma, non se ne parlava proprio di adattare alcunché; la storia è perfetta per ascoltatori di ogni sorta (pare scritta apposta per il racconto ad alta voce).
Nel caso dell’audiolibro di Alice invece ho preso spunto, come partenza, da una delle prime traduzioni (quella di Emma Cagli edita da Fara Editore) ed ho ritradotto il testo dall’inglese e reinserito alcuni brani che misteriosamente erano scomparsi; per altri punti, ad esempio il capitolo del cappellaio matto, ho di sana pianta ritradotto (mancavano proprio i giochi più spassosi).
Mi sono anche permesso di riscrivere alcuni brani interi la dove era anche possibile (ad esempio la vispa Teresa, che fu un’idea della Cagli stessa), l’ho inserita in un contesto diverso: in quel piccolo estratto si dice che Alice, cadendo nel pozzo, cerca di ripetere una filastrocca che conosceva bene a memoria, per capire se fosse ancora in grado di stabilire se fosse ancora “se stessa”o se si fosse trasformata in “qualcun altro”. Nel testo Lewis Carroll dice che la sua voce inizia a cambiare e diventare roca e a stravolgersi. Ho cercato un’alternativa a questa sua trasformazione di se (non mi andava l’idea di stravolgere la voce di Alice, dopo poche battute in cui aveva iniziato a parlare – dilemmi da audiolibro … ), e insieme al musicista abbiamo pensato che la suggestione poteva essere di cambiare, più che la sua voce, l’intorno e lasciare che il resto venisse contagiato da questo stimolo; quindi quando inizia a recitare, una chitarra spagnoleggiante inizia ad accompagnarla, e , come in un sogno, la filastrocca (del cui incipit tutti conosciamo le parole “La vispa Teresa correa tra l’erbetta, gridando a distesa, il pranzo m’aspetta! …) ha preso una virata spagnoleggiante anch’essa. Come accade a volte nei sogni del resto; un elemento casuale può dare tutt’altro colore alla situazione in cui ci troviamo e farci addirittura cambiare rotta al sogno in cui siamo immersi.
E allo stesso tempo, mi piaceva l’idea di rendere un’effetto di spaesamento, nel non riconoscere proprio quei primi versi che tutti abbiamo in qualche modo a mente.
Spaesati, così come succede ad Alice.
Qua e là, soprattuto in questo audiolibro, mi sono concesso questo tipo di giochi, legati al testo, nell’idea di ricreare alcuni giochi di parole o situazione, che nel testo di origine sono molto presenti, cercando di rispettare lo spirito della favola.
Tradurre per un audiolibro è stato quindi in questo caso un passaggio creativo che ha cambiato tutta la scena e il modo di entrarci.
Bè se vi ho incuriosito, ecco cosa ne è uscito!

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